Endodonzia

Endodonzia

endodonziaCos’è l’endodonzia?

L’Endodonzia è la scienza medica, nell’ambito dell’Odontoiatria, che ha per oggetto i tessuti interni del dente, le patologie e i trattamenti correlati. Quando questi tessuti o i tessuti che circondano la radice dentale si ammalano o si danneggiano a causa di carie o traumi, il trattamento endodontico permette di salvare il dente.

Fonte: American Association of Endodontist http://www.aae.org

Cos’è un trattamento endodontico, o cura canalare o “devitalizzazione” del dente?

Il trattamento endodontico o devitalizzazione è un intervento odontoiatrico ambulatoriale che va a rimuovere la polpa dentaria (il tessuto molle interno al dente) che può essersi infiammata o infettata a causa di una carie profonda, o di un trauma ripetuto che ha determinato una frattura o un’ incrinatura profonda.
La polpa dentaria, anche detta nervo, è un tessuto ricco di arterie, vene, terminazioni nervose e cellule connettivali. Essa ha la funzione, durante la crescita, di costruire la struttura portante del dente, ossia la dentina, successivamente è presente solo nella camera pulpare e nei canali radicolari ed è la responsabile della risposta agli stimoli dolorosi che avvertiamo sui nostri denti.
Quando la carie dentaria si estende oltre i tessuti duri del dente permettendo ai batteri di raggiungere la polpa, si interviene con la terapia endodontica, al fine di curare il dente ed evitare l’estrazione.

Carie_2Se non ho dolore potrei comunque avere delle carie?

Non sempre le carie si manifestano con dolore o fastidio. Sono stati registrati casi in cui, persino di fronte alla completa distruzione del dente, il paziente ha riferito di non aver mai avuto dolore o fastidi che lo inducessero a pensare di avere dei problemi. Pertanto solo un controllo periodico può effettivamente monitorare lo stato di salute dei nostri denti e permetterci di intervenire immediatamente onde evitare cure successive più complesse e costose.

La sensibilità dentinale è indice della presenza di una carie?

La sensibilità eccessiva al caldo e al freddo è sicuramente indice di un disagio della nostra bocca, ma non necessariamente della presenza di una carie. Essa può essere causata da colletti scoperti (malattia parondotale), da un uso errato dello spazzolino che abrade troppo le superfici, da un’assunzione eccessiva di alimenti acidi o avviene spesso, ad esempio, in soggetti che soffrono di reflusso gastroesofageo. Anche il bruxismo può essere fonte di ipersensiblità al freddo.

Ma quindi in cosa consiste il trattamento endodontico?

Durante il  trattamento endodontico il dentista rimuove la polpa infetta presente all’interno del dente e la sostituisce, a partire da tutta la lunghezza delle radici, con un’otturazione permanente.

prima visita

E il dente così devitalizzato è funzionale come un dente sano?

Il dente, una volta completata la ricostruzione, potrà continuare a svolgere le stesse funzioni di un dente sano.

Ho un dente devitalizzato. Può farmi di nuovo male?

Nel processo di rimozione della polpa dentaria si toglie al dente la sua “vitalità”, tale da renderlo insensibile agli stimoli. Questo tuttavia non vuol dire che esso non sia nuovamente attaccabile dalla carie, perciò l’unico modo di verificarne lo stato di salute nel tempo è effettuando controlli periodici dal dentista.
Inoltre nonostante la percentuale di successo di una cura canalare corretta sia, in condizioni normali, elevatissima, essa diminuisce nei casi di ritrattamento endodontico, quando cioè è necessario ripetere la procedura per un insuccesso precedente dovuto a errori d’esecuzione o difficoltà obiettive. Per cui, lo ripetiamo, il controllo periodico dal dentista è fondamentale.

Che procedure adotta il vostro studio per il trattamento endodontico?

Le buone prassi in endodonzia prevedono tutta una serie di procedure che potrete trovare sul sito della SIE, Società Italiana di Endodonzia e che il nostro studio adotta al fine di garantirvi l’esecuzione corretta della terapia:

  • Anestesia locale per neutralizzare il dolore anche nei casi con polpa ancora sensibile
  • Isolamento del campo operatorio mediante la diga di gomma (mezzo imprescindibile per una buona riuscita della cura canalare) consistente in un foglio di lattice di gomma teso da un archetto e tenuto fermo da un gancio posto intorno al dente da curare o a un dente vicino.
  • Ricostruzione provvisoria della corona dentale quando questa è molto distrutta, allo scopo di eliminare tutta la carie senza rinunciare alle pareti della cavità del dente (contenimento dei liquidi disinfettanti e aggancio del foglio di gomma isolante)
  • Apertura della camera pulpare: accesso alla polpa attraverso una cavità preparata dal lato masticante del dente
  • Reperimento del o dei canali radicolari con l’ausilio di ingrandimenti ottici.
  • Misurazione della lunghezza di lavoro ossia di ciascun canale presente (da un riferimento sulla corona fino all’apice radicolare) mediante una radiografia e un localizzatore elettronico d’apice (la dose di radiazione assorbita nell’esecuzione di una radiografia ad uso odontoiatrico è minima).
  • Strumentazione dei canali mediante strumenti endodontici che asportano la polpa canalare,  contaminata dai batteri e sostanze infette, creando nel medesimo tempo una forma delle pareti adatta a una completa otturazione.
  • Lavaggi con ipoclorito di sodio, potente disinfettante, per ottenere un ambiente il più possibile pulito e asettico
  • Otturazione canalare mediante guttaperca, materiale plastico e modellabile con il calore, associato a un cemento canalare
  • Ricostruzione della corona
  • Controllo radiografico della fine della cura
  • Eventuale protesi fissa (corona o ponte)

Fonte: Società Italiana di Endodonzia http://www.endodonzia.it

Autore: Dott. Giuseppe Pavone – odontoiatra
Ultima modifica: 15 09 2013