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L’importanza di curare i denti in gravidanza

L’importanza di curare i denti in gravidanza
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imageNegli ultimi anni sono stati condotti diversi studi al fine di indagare il rapporto tra gravidanza, parto e salute parodontale i quali hanno rilevato che, in effetti, esistono dei collegamenti tra gravidanza e salute dentale.

Nel 2008 uno studio intitolato “Exploring Potential Pathways Between Parity and Tooth Loss Among American Women” ha scoperto che, a conforto delle credenze popolari, c’è davvero un legame tra la quantità di bambini che una donna che ha avuto, e il numero dei denti che ha perso. Lo studio è stato condotto da uno scienziato e assistente professore di epidemiologia presso la New York University, Stefanie L. Russell. La relazione è stata originariamente pubblicata dall’American Journal of Public Health.

In un articolo correlato del New York Times dal titolo “VITAL SIGNS; Tooth Loss Tied to Pregnancy di Nicholas Bakalar“ è stato riportato che in un campione nazionale di 2.635 donne di età compresa tra i 18 e i 64 anni che avevano avuto almeno una gravidanza, il numero di denti persi aumentava con il numero di gravidanze. L’associazione persisteva anche con l’aggiunta di ulteriori variabili quali età, fumo, status socio-economico e numero di visite odontoiatriche riferite.

Inoltre numerosi studi condotti negli ultimi anni hanno tentato di determinare se la malattia parodontale, disturbo assai frequente in gravidanza, sia un potenziale fattore di rischio per il parto pre-termine. Sebbene i risultati siano stati variabili, la maggior parte di essi sembrano indicare che le donne con malattia parodontale non curata abbiano un rischio maggiore di partorire pretermine e di dare alla luce bambini sottopeso.

Il motivo per cui i medici sconsigliano cure dentistiche durante il primo e il terzo trimestre è in parte perché i raggi X sono considerati dannosi per il feto, ma poichè ogni singolo caso è diverso, è importante valutare tutti i fattori prima di decidere di rinunciare al trattamento odontoiatrico: non sottoporsi a cure odontoiatriche infatti, in alcuni casi, potrebbe portare conseguenze anche peggiori.

Quindi, care mamme, curate di più e meglio, la vostra salute orale. Spazzolate regolarmente i vostri denti dopo aver mangiato, possibilmente con un dentifricio che faccia poca schiuma per ridurre il numero di sciacqui e migliorare l’azione del fluoro, usate il filo interdentale almeno una volta al giorno e piano se le gengive sanguinano, potete fare sciacqui con un infuso naturale e nel caso in cui compaia vomito, risciacquare la bocca con una soluzione di acqua e bicarbonato per combattere l’azione erosiva degli acidi intestinali.

Fate un controllo dal dentista ed eseguite la regolare pulizia professionale semestrale, se compaiono sintomi quali gengive dolenti e sanguinanti contattate immediatamente un professionista che valuterà il vostro caso e saprà consigliarvi al meglio.

Autore: Dott. G. Pavone DDS

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Il futuro degli impianti è nelle nanotecnologie.

Il futuro degli impianti è nelle nanotecnologie.
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Cellula di osso ancorata alla superficie dei nanotubi di TiO2

Cellula di osso ancorata alla superficie dei nanotubi di TiO2

L’impiantologia quale tecnica riabilitativa è ormai ampiamente conosciuta, anche tra i non addetti ai lavori. Capita spesso, infatti, che i pazienti mi chiedano di sottoporsi a terapia implantare per recuperare esteticamente e funzionalmente situazioni di più o meno gravi edentulie.
In effetti i ponti, protesi composte da più elementi dentari e agganciate, mediante l’uso di corone, su denti pilastro, stanno cedendo il passo a queste nuove tecniche grazie proprio ai vantaggi che l’implantologia e la chirurgia orale sono in grado di fornire.
I ponti hanno una durata piuttosto limitata nel tempo e vanno sostituti dopo alcuni anni (diciamo che con la massima cura un ponte può resistere una decina di anni) e sono vittime, e ahimè anche molto spesso, di infezioni parodontali e infiltrazioni cariose a causa della difficoltà, per il paziente, di utilizzare accuratamente ed efficacemente spazzolìno e filo interdentale.
Gli impianti invece, oltre ad offrire una resa estetica decisamente più naturale, sono più semplici da gestire, in quanto richiedono la stessa cura dei denti naturali e non hanno complicazioni nè per l’igiene professionale nè per quella domiciliare.
La percentuale di insuccessi è attualmente molto bassa (si attesta intorno al 5%) e le cause principali sono da imputare all’insorgenza di un’infezione che obbliga alla rimozione e alla sostituzione e al distaccamento dello stesso dall’osso.
Il Dott. Shokuhfar, docente presso la Michigan Technological University in collaborazione con il Dott. Cortino Sukotjo, docente della University of Illinois at Chicago (UIC) College of Dentistry sta studiando un nuovo tipo di protesi che, grazie all’uso delle nanotecnologie, porti questa percentuale a 0.
La superficie di questi perni futuristici è costituita da nanotubi in biossido di titanio (TiO2), un materiale che ha ampiamente dimostrato essere in grado di favorire la rigenerazione ossea agevolando l’integrazione dell’impianto nei tessuti.
Un ulteriore vantaggio dei nanotubi è dato dalla possibilità di iniettare i farmaci necessari direttamente e gradualmente nel sito, in modo da limitarne l’assunzione per via orale o intramuscolare e contrastare drasticamente lo sviluppo di infezioni.
Per combattere le infezioni i nanotubi possono anche essere legati a nanoparticelle d’argento che, in base a diversi studi condotti dal team di ricerca, pare abbiano capacità antimicrobiche già in quantità bassissime e non dannose per l’organismo.
Un altro vantaggio è dato inoltre dalla totale trasparenza dei nanotubi che ne garantirebbero un’integrazione perfetta con i denti naturali tramite corone realizzate in materiali a base bianca, quali la zirconia.
E’ presto per prevedere quando queste protesi da film di fantascienza diventeranno realtà, ma dato che la fase di sperimentazione è già iniziata probabilmente non parliamo di un futuro poi così lontano.

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10 consigli per aiutare i vostri figli a superare la paura del dentista

10 consigli per aiutare i vostri figli a superare la paura del dentista
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Dentista. Spesso basta anche la sola parola a suscitare ansia e paura in tante persone che finiscono per evitare le cure al punto di arrivare a sedere sulla tanto temuta poltrona solo quando ormai il mal di denti è insopportabile.

Eppure l’odontofobia è un fenomeno molto più diffuso di quanto non si immagini. Essa può nascere per diversi motivi: esperienze pregresse spiacevoli con dentisti magari poco attenti all’aspetto psicologico delle sedute, l’idea immaginifica di soffrire, sottoposti a chissà quali torture e che si aggrava con ricerche su internet e racconti di parenti e amici.

Affrontare invece con serenità la visita e parlare con il dentista dei vostri problemi e delle vostre ansie è il primo passo per instaurare con lui un rapporto di conoscenza e fiducia reciproche. Ricordate che un professionista serio e attento non solo saprà mettervi a vostro agio, ma vi spiegherà passo passo le cure proposte e non inizierà nessuna terapia senza il vostro espresso consenso.

Ma cosa fare se anche i nostri figli manifestano questa paura? Come possiamo prenderci cura della loro salute orale senza costringerli a fare qualcosa che li spaventa?

Innanzitutto non pensiate che l’odontofobia nei bambini sia così rara, uno studio pubblicato sull’ European Journal of Dentistry nel 2011 intitolato “Children Perception of Their Dentists” – La percezione dei bambini dei propri dentisti – ha rivelato che su 583 bambini oggetto di indagine all’11%’ non piaceva andare al dentista e il 12% ne avevano addirittura paura.

Abbiamo proprio per questo pensato di stilare un decalogo di consigli per aiutarvi a far loro superare ansie e fobie augurandoci che siano utili anche ai “grandi”.

  1. affidatevi ad un professionista che si occupi di odontoiatria infantile, che sia paziente e abbia capacità di instaurare un feeling con i bambini.
    Le cure pedodontiche di solito richiedono più tempo e spesso devono essere suddivise in più sedute per non stressare troppo i piccoli pazienti. Un ambiente adatto, affabile e colorato è anche importante.
  2. spiegate spesso loro che l’igiene orale è importante.
    Fate capire ai vostri figli che lavare i denti è importante, così come lo è andare dal dentista per controllare che stiano facendo un buon lavoro con lo spazzolino. Parlatene spesso affinché rientri nella loro quotidianità.
  3. non ammoniteli di lavare i denti ma fatelo insieme.
    Occuparsi della propria igiene orale non deve essere una minaccia ma una buona abitudine. Anche noi siamo stati bambini e anche noi facevano i capricci perché non volevamo lavare i denti, ma sgridarli non fa maturare in loro la consapevolezza dell’importanza dell’igiene orale. Provate invece a lavare insieme e per bene i denti dopo ogni pasto, apprenderanno l’abitudine in fretta e poi saranno loro ad ammonirvi quando voi ve ne sarete dimenticati.
  4. prenotate una visita di controllo senza aspettare che lamentino dolore: fate conoscere presto ai vostri bimbi chi si prenderà cura dei loro denti.
    La prima visita deve essere un momento conoscitivo: prendere confidenza con gli ambienti, con lo strumentario e con lo stesso dottore li farà sentire più a proprio agio quando dovranno affrontare delle cure
  5. prenotate regolarmente le visite.
    Siate costanti e sottoponete i bambini a controlli periodici (idealmente ogni 6 mesi)
  6. usate termini comprensibili.
    Spiegate loro chi è il dentista e cosa fa usando termini di uso comune e figure che più si vicinano a qualcosa che conoscono o di cui abbiamo già fatto esperienza.
  7. non utilizzate la parola dentista come minaccia alle loro marachelle.
    Frasi quali “se fai il monello ti porto al dottore” non fa altro che convincerli che farsi curare è una cosa terribile e assolutamente da evitare
  8. non condividete la vostra paura del dentista.
    Rischiereste di far aumentare in loro ansie e stress
  9. informate il dentista di cosa prova il bambino.
    Questo aiuta il professionista a cercare un approccio più mirato e a incoraggiare maggiormente i progressi del bambino durante la terapia
  10. evitate termini spaventosi.
    Ricordate che i bambini hanno un’immaginazione favolosa e i vostri racconti di esperienze passate, magari condite da termini come sangue, dolore, possono trasformarsi in idee quasi orrorifiche.

Autore: Dott. G. Pavone DDS

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